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    Paola Foggetti
  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Salute mentale e malattie cardiovascolari

Finalmente è arrivato il riconoscimento europeo della salute mentale come determinante della salute cardiovascolare! L’articolo completo delle linee guida che comprende tutto il documento, molto esteso, il lettore può trovarlo cliccando nel link sopraesposto.

La Società Europea di Cardiologia (ESC), in collaborazione con la Federazione Europea delle Associazioni di Psicologi (EFPA), l’Associazione Psichiatrica Europea (EPA) e la Società Internazionale di Medicina Comportamentale (ISBM), pubblica nel 2025 un documento che sancisce un cambiamento di paradigma: la salute mentale viene riconosciuta come componente essenziale della salute cardiovascolare.

Il documento sottolinea che le patologie cardiovascolari e i disturbi mentali condividono una relazione bidirezionale, nella quale ciascuna condizione può aumentare il rischio di sviluppare o aggravare l’altra.

I punti chiave:

1. Salute mentale e cuore sono strettamente interconnessi

Depressione, ansia, stress cronico, isolamento sociale, disturbo post-traumatico da stress e burnout non rappresentano semplici conseguenze psicologiche della malattia cardiaca, ma costituiscono fattori di rischio indipendenti per:

  • cardiopatia ischemica;

  • infarto miocardico;

  • scompenso cardiaco;

  • aritmie;

  • ictus;

  • mortalità cardiovascolare.

Parallelamente, ricevere una diagnosi cardiovascolare aumenta significativamente il rischio di sviluppare disturbi psicologici.

2. Screening psicologico sistematico

Il documento raccomanda che la valutazione psicologica diventi parte integrante della pratica cardiologica.

È consigliato lo screening periodico di:

  • depressione;

  • ansia;

  • stress percepito;

  • qualità della vita;

  • supporto sociale;

  • disturbi del sonno.

L’identificazione precoce permette interventi tempestivi e migliora la prognosi.

3. Modello biopsicosociale

La Task Force propone di superare il tradizionale modello biomedico adottando un approccio biopsicosociale, nel quale vengono considerati simultaneamente:

  • fattori biologici;

  • aspetti psicologici;

  • comportamenti di salute;

  • ambiente sociale;

  • determinanti socioeconomici.

4. Meccanismi biologici condivisi

Le alterazioni psicologiche influenzano il sistema cardiovascolare attraverso numerosi meccanismi fisiopatologici, tra cui:

  • iperattivazione del sistema nervoso simpatico;

  • disfunzione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene;

  • aumento del cortisolo;

  • infiammazione cronica di basso grado;

  • alterazioni immunitarie;

  • disfunzione endoteliale;

  • aumento dell’aggregazione piastrinica;

  • riduzione della variabilità della frequenza cardiaca.

Questi processi rappresentano un terreno comune tra medicina cardiovascolare, neuroscienze e psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI).

5. Importanza degli interventi psicologici

La dichiarazione riconosce l’efficacia di interventi psicologici evidence-based, tra cui:

  • psicoterapia cognitivo-comportamentale;

  • programmi di gestione dello stress;

  • mindfulness;

  • tecniche di rilassamento;

  • promozione dell’attività fisica;

  • interventi psicoeducativi;

  • programmi di supporto sociale.

Questi interventi migliorano:

  • qualità della vita;

  • aderenza terapeutica;

  • controllo dei fattori di rischio;

  • sintomi depressivi e ansiosi;

  • recupero funzionale.

6. Riabilitazione cardiologica multidisciplinare

La riabilitazione cardiologica dovrebbe includere stabilmente:

  • cardiologo;

  • psicologo;

  • psichiatra quando necessario;

  • infermiere;

  • fisioterapista;

  • dietista;

  • medico di medicina generale.

L’obiettivo è una presa in carico realmente integrata.

7. Prevenzione lungo tutto il ciclo di vita

La salute mentale viene considerata un elemento fondamentale della prevenzione cardiovascolare primaria, secondaria e terziaria.

Intervenire precocemente su:

  • stress cronico;

  • depressione;

  • isolamento sociale;

  • disagio psicologico;

può ridurre il rischio cardiovascolare futuro.

8. Centralità del paziente

Il documento promuove una medicina centrata sulla persona, nella quale il paziente partecipa attivamente alle decisioni terapeutiche, favorendo empowerment, autocura e aderenza ai trattamenti.

Le principali novità rispetto alle precedenti linee guida emergono gli aspetti più innovativi:

  • riconoscimento ufficiale della salute mentale come determinante cardiovascolare;

  • integrazione strutturale dello psicologo nei percorsi cardiologici;

  • raccomandazione dello screening psicologico routinario;

  • valorizzazione degli interventi comportamentali e psicologici;

  • attenzione ai determinanti sociali della salute;

  • promozione della collaborazione interdisciplinare tra cardiologia, psicologia, psichiatria e medicina comportamentale.

Implicazioni cliniche

Per gli psicologi clinici, gli psicoterapeuti e gli specialisti in medicina comportamentale, il documento rappresenta un importante riconoscimento del ruolo della salute mentale nella prevenzione e nella gestione delle patologie cardiovascolari. L’integrazione di interventi mirati alla regolazione dello stress, alla promozione dell’aderenza terapeutica e al sostegno psicologico diventa parte integrante di una cura efficace e personalizzata.

Nel contesto della PNEI, queste indicazioni rafforzano il concetto che processi neuroendocrini, immunitari e relazionali contribuiscono in modo significativo alla salute cardiovascolare, sostenendo modelli integrati di prevenzione e trattamento.


Per il nostro Metodo MIRS®, che integra mindfulness, teoria dell’attaccamento, psicofisiologia e PNEI, il consenso ESC 2025 costituisce un rilevante supporto scientifico: conferma il valore di interventi che favoriscono la regolazione emotiva, riducono lo stress cronico e promuovono una migliore integrazione mente-corpo, aspetti coerenti con i principi del metodo.

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    Paola Foggetti
  • 18 giu
  • Tempo di lettura: 1 min

Aggiornamento: 7 lug

SABATO 19 SETTEMBRE 2026 SEMINARIO EUREKACADEMY - Via Antonio Bertoloni 26/C 00197 ROMA
SABATO 19 SETTEMBRE 2026 SEMINARIO EUREKACADEMY - Via Antonio Bertoloni 26/C 00197 ROMA

La prevenzione primaria rappresenta oggi una delle principali sfide dei in ambito sanitario, strutture chiamate a fronteggiare l’aumento delle patologie cronico-degenerative, dei disturbi legati allo stress e delle condizioni di vulnerabilità psicosociale.

In questo contesto, la Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) offre un paradigma scientifico integrato capace di superare la tradizionale separazione tra dimensioni biologiche, psicologiche, relazionali e ambientali della salute. La PNEI evidenzia infatti le complesse interazioni tra sistema nervoso, endocrino, immunitario e processi psicosociali, mostrando come fattori quali stress cronico, qualità delle relazioni, stili di vita, contesto socio-ambientale e regolazione emotiva influenzino profondamente i processi di salute e malattia.

Da questo punto di vista, la prevenzione primaria non si limita alla riduzione dei fattori di rischio, ma si configura come un autentico processo di promozione delle risorse individuali e collettive, finalizzato a sostenere resilienza, adattamento e benessere lungo l’intero arco di vita.

Le evidenze scientifiche mostrano inoltre come pratiche basate sulla mindfulness, programmi di educazione alla salute, interventi psicoeducativi e strategie di rafforzamento del capitale sociale possano contribuire alla modulazione dei processi neuroendocrini e immunitari coinvolti nella salute globale della persona.

Considerando tale complessità la prevenzione primaria assume il significato di un vero e proprio atto di cura sistemico, capace di integrare dimensioni biologiche, psicologiche, sociali ed ecologiche.

Nel seminario del 19 settembre p.v., affronteremo questi aspetti del saper prendersi cura di sé e del proprio contesto umano, nonché ambientale, a partire dal concepimento, sottolineando l'importanza a partire già dai primi 1000 giorni di vita.


Vi aspettiamo! A presto


Paola Foggetti




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    Paola Foggetti
  • 23 gen
  • Tempo di lettura: 1 min

Aggiornamento: 7 lug

Corso Mindfulness Integrata (MIS) 24/1 - 18/4 2026  Sesto Centro - Roma
Corso Mindfulness Integrata (MIS) 24/1 - 18/4 2026 Sesto Centro - Roma

A grande richiesta si attiva la quinta edizione del nostro Corso di Mindfulness Metodo MIRS (Mindfulness Integrata Relazionale e Sistemica)) che abbiamo avviato nel 2023.

Il Corso è rivolto a tutti perché nonostante sia un corso integrato ha riscosso molto successo nella popolazione generale, tra i nostri pazienti, i nostri colleghi ma anche nei confronti di persone esterne al mondo della psicologia e psichiatria, e molto interessate all'argomento.

I discenti acquisiscono le 8 pratiche fondamentali del protocollo MBSR (Mindfulness-Based Stress Reduction, le quali sono implementate con i protocolli della CBT , dell'ACT e integrati con i fondamenti della Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia.

Come ogni nostro corso, si svolge in gruppo, non superiore a 15 partecipanti.

Buona Esperienza a tutti e buona pratica!


Paola Foggetti e Federica Fabbri

Formatrici Mindfulness Integrata (MIS)


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