top of page
  • Immagine del redattore: Paola Foggetti
    Paola Foggetti
  • 18 giu
  • Tempo di lettura: 1 min

Aggiornamento: 7 lug

SABATO 19 SETTEMBRE 2026 SEMINARIO EUREKACADEMY - Via Antonio Bertoloni 26/C 00197 ROMA
SABATO 19 SETTEMBRE 2026 SEMINARIO EUREKACADEMY - Via Antonio Bertoloni 26/C 00197 ROMA

La prevenzione primaria rappresenta oggi una delle principali sfide dei in ambito sanitario, strutture chiamate a fronteggiare l’aumento delle patologie cronico-degenerative, dei disturbi legati allo stress e delle condizioni di vulnerabilità psicosociale.

In questo contesto, la Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) offre un paradigma scientifico integrato capace di superare la tradizionale separazione tra dimensioni biologiche, psicologiche, relazionali e ambientali della salute. La PNEI evidenzia infatti le complesse interazioni tra sistema nervoso, endocrino, immunitario e processi psicosociali, mostrando come fattori quali stress cronico, qualità delle relazioni, stili di vita, contesto socio-ambientale e regolazione emotiva influenzino profondamente i processi di salute e malattia.

Da questo punto di vista, la prevenzione primaria non si limita alla riduzione dei fattori di rischio, ma si configura come un autentico processo di promozione delle risorse individuali e collettive, finalizzato a sostenere resilienza, adattamento e benessere lungo l’intero arco di vita.

Le evidenze scientifiche mostrano inoltre come pratiche basate sulla mindfulness, programmi di educazione alla salute, interventi psicoeducativi e strategie di rafforzamento del capitale sociale possano contribuire alla modulazione dei processi neuroendocrini e immunitari coinvolti nella salute globale della persona.

Considerando tale complessità la prevenzione primaria assume il significato di un vero e proprio atto di cura sistemico, capace di integrare dimensioni biologiche, psicologiche, sociali ed ecologiche.

Nel seminario del 19 settembre p.v., affronteremo questi aspetti del saper prendersi cura di sé e del proprio contesto umano, nonché ambientale, a partire dal concepimento, sottolineando l'importanza a partire già dai primi 1000 giorni di vita.


Vi aspettiamo! A presto


Paola Foggetti




  • Immagine del redattore: Paola Foggetti
    Paola Foggetti
  • 5 feb 2019
  • Tempo di lettura: 1 min

Ci sono storie inenarrabili e non sempre sono cruente, anche se a volte lo sono.

Sono inenarrabili perché non esistono parole per descriverle.

Ci sono immagini o frammenti di immagini.

Anche gli odori risultano sconosciuti, si mescolano a immagini sfocate, senza contorni.

Quando niente di tutto questo non avresti mai potuto aspettarti.

Ci sono suoni che nessun pentagramma potrebbe mai riprodurre, nessuno strumento suonare, esistono solo nei tuoi ricordi, e appartengono a storie inenarrabili.

Allora non sai come raccontare, come spiegare quello che senti, anche le emozioni risultano vuote…

"Vorrei poter proiettare immagini, sensazioni fisiche, odori e suoni su uno strumento ancora inesistente che possa decodificare la mia mente e liberare la mia anima”.
(Paola Foggetti, in stampa)

In psicoterapia, ho sempre sostenuto che il lavoro sulle capacità percettive fosse molto importante in qualsiasi orientamento clinico. L’interesse e lo studio dell’integrazione dei livelli funzionali mente corpo ha da sempre accompagnato la mia visione olistica dell’individuo che nasce e si organizza all’interno del proprio contesto culturale e sociale.

L'interruzione del meccanismo integrativo pone in primo piano l'individuo, ovvero il processo integrativo stesso. Il Trauma può rappresentare l'evento predittivo, per eccellenza, di una disintegrazione o di una interruzione tra i sistemi. Nel trattamento dei disturbi post traumatici, l’attenzione ai processi percettivi e dissociativi della coscienza ha assunto un ruolo principale ed inevitabile. Le percezioni corporee degli stati dissociativi, le percezioni sinestesiche delle memorie traumatiche, divengono le basi da cui procedere verso l’integrazione e la risoluzione della sofferenza della persona. Dipinto di Lita Cabellut

bottom of page