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Immagine del redattore: Paola Foggetti
Paola Foggetti
2 lug 2018
Tempo di lettura: 1 min

al greco ‘nostos’: ritorno e ‘algos’: dolore, il dolore del ritorno. Da sempre al termine nostalgia viene attribuito un significato e un'accezione negativa, di profondo struggimento, di disillusione e perdita.

L'esperienza della nostalgia può, invece, essere vissuta come una risorsa personale.

La nostalgia è un'emozione che potremmo definire sinestesica, poiché coinvolge tutti i nostri sensi. È un'emozione complessa che comprende tristezza e un senso di appagamento. Ricordare e provare nostalgia è il segno di un vissuto intenso e pieno di emozioni, di odori, sensazioni, percezioni.

La caratteristica sinestesica di un ricordo nostalgico ci fa comprendere quanto quel momento vissuto sia stato inebriante, coinvolgente, colmo di sentimenti, significativo e speciale nella nostra vita.

Vivere momenti di nostalgia può rassicurarci nei momenti di solitudine.

Vivere momenti di nostalgia ci ricorda di aver vissuto momenti presenti e quindi, ci offre oggi la possibilità di conservare un passato lieto e di averne cura.

Vivere momenti di nostalgia ci dà la possibilità di ampliare i nostri orizzonti, imparando dalle esperienze passate.

Vivere momenti di nostalgia ci offre un'altra possibilità di vivere intensamente il nostro presente per ricordare, domani, altre forme di appagamento.

L'accettazione del tempo trascorso permette di utilizzare i ricordi nostalgici in nuove forme creative nel momento presente.

Quindi la nostalgia può aiutarci ad orientarci nei momenti di vita difficili e potenzialmente stressanti.

Diversi studi hanno evidenziato il fattore protettivo dei ricordi nostalgici.

Immagine del redattore: Paola Foggetti
Paola Foggetti
2 lug 2018
Tempo di lettura: 2 min

Sappiamo che gli esseri umani hanno cinque modalità sensoriali: l’olfatto, l’udito, il tatto, il gusto e la vista. I loro sensori si chiamano esterocettivi. Ma sappiamo anche che questi sensi non sono l’unica fonte di stimolo che orienta il comportamento, le emozioni e i pensieri. Dobbiamo tener conto della vastità di informazioni che arrivano al cervello attraverso molteplici sensori presenti all’interno del nostro organismo. Queste sensazioni interne, ulteriori, forniscono importanti informazioni per la regolazione fisiologica. La psicofisiologia descrive questa modalità sensoriale come interocezione. L’interocezione gestisce i processi somatici e, come altri sistemi sensoriali, presenta quattro componenti: 1. I sensori (interocettori) che si trovano in diversi organi interni (nel cuore, nel fegato, nello stomaco, nell’intestino etc..), per “sentire” le condizioni interne; 2.le vie sensoriali che inviano le informazioni sensoriali al cervello; 3. le strutture cerebrali che interpretano tali informazioni e organizzano risposte per l’adattamento delle condizioni interne; 4. le vie motorie che comunicano dal cervello agli organi interni per cambiare lo stato dell’intero organismo. Le strutture cerebrali valutano, quindi, l’informazione interocettiva, la catalogano, la associano con le altre informazioni sensoriali e immagazzizano le associazioni nella memoria precedurale. Questa consapevolezza funzionale, che ingloba dimensioni consce e inconsce, di quello che sta succedendo nel nostro corpo, sono di fondamentale importanza per comprendere lo stato di attivazione (arousal) dell’organismo e trovare una modalità di regolazione. Questa capacità primaria, molto sviluppata nel neonato, in età adulta non si perderebbe da un punto di vista fisiologico, ma culturalmente, tenderebbe ad essere confusa o inglobata dalle funzioni cognitive superiori. Recuperare e integrare le capacità innate psicoficologiche di regolazione rappresenta un processo fondamentale per la salute e il benessere .

Foto by Carlo Corti

Immagine del redattore: Paola Foggetti
Paola Foggetti
2 lug 2018
Tempo di lettura: 1 min

Una Comunità è un insieme di persone che condividono un territorio, più o meno vasto, in cui i fattori ambientali si fondano via via con l'opera dell'uomo, in un reciproco adattamento. Una Comunità è un sistema che si è dato delle regole, delle norme di convivenza, che ha definito un'organizzazione amministrativa, dei ruoli, ma è anche un intreccio di legami affettivi, psicologici, di appartenenza e talvolta di conflitto.

Quando il territorio e l'insieme del sistema comunitario viene stravolto da eventi catastrofici, come accade a seguito di un terremoto di grandi dimensioni, l'osservazione e la valutazione del territorio colpito nei suoi diversi aspetti può rappresentare un passo fondamentale per ogni operatore di Comunità che voglia calare il proprio intervento in quella realtà, in maniera incisiva ed efficace.

Numerosi sono i fattori di rischio che interagiscono in una comunità ferita da un terremoto e l'analisi dei bisogni e delle risorse della collettività possono risultare degli indici necessari per scegliere le modalità di intervento più adatte ad uno certo tessuto sociale.

Tracciare un profilo globale di una comunità colpita da un evento sismico è un'operazione complessa e allo stesso tempo emotivamente coinvolgente, perché oltre alla conoscenza specifica territoriale, demografica, urbanistica, infrastrutturale, istituzionale, ci si inoltra nell'anima del territorio e del suo popolo. Quest'ultima dimensione antropologica/culturale/psicologica si ottiene dalla confluenza di molteplici fattori, oggettivi e relazionali, rappresentanti la memoria storica individuale e collettiva che viene svelata con rispetto e sensibilità.


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